Progetto

BallaTorino
video realizzato da Visual Crew
2019
BallaTorino 2025

Il Contesto

Il ballo di coppia e quello di gruppo, e più in generale la danza sociale hanno un legame profondo con Torino e riscontrano una notevole popolarità con iniziative, scuole, locali, appuntamenti. Se pensiamo alle diverse comunità nate negli ultimi anni sotto la Mole, nei diversi generi e contesti culturali, ci accorgiamo come questo rappresenti un patrimonio straordinario da curare e potenziare.

Cos’è BallaTorino?

BallaTorino è un’azione corale per diffondere la pratica del ballo come strumento privilegiato di relazione.

L’obiettivo è quello di permettere a tutte e a tutti di approcciarsi agevolmente al mondo danzante, imparare a ballare da maestri, persone esperte e appassionati, e scoprire il piacere di una relazione leale e disinteressata.

L’idea nasce dalla convinzione che una città che favorisce la danza, e ne diffonde i valori sociali e culturali, è una città più inclusiva, sana, equa, sostenibile, aperta, felice.

Perché a Torino?

Torino è tra le città italiane che maggiormente in questi ultimi decenni ha investito nel sistema della cultura e del turismo, diventando un polo internazionale per la fruizione dell’arte e dello spettacolo. Alla città spetta anche il primato nella creazione di manifestazioni di successo, tra cui alcuni meeting dedicati a numerose forme di danza sociale, sempre bene accolti dal pubblico.

I nostri obiettivi

· Diffondere la cultura del ballo come strumento privilegiato di relazione, di incontro e di avvicinamento tra le generazioni, le culture e i ceti sociali
· Promuovere l’attività danzante come strumento di benessere e di cura fisica e mentale
· Valorizzare e promuovere il ballo popolare e la danza sociale come patrimonio culturale immateriale di una comunità

Il resoconto della Terza Edizione

La terza edizione di Balla Torino, che si è conclusa il 18 ottobre 2025, conferma il percorso di crescita della manifestazione, che in soli tre anni, ha conquistato un’identità forte e riconoscibile, diventando un punto di riferimento per chi vede nel ballo un linguaggio universale e un autentico motore di inclusione.
I numeri testimoniano la crescita dell’iniziativa: 8 giorni di programmazione, 70 appuntamenti, 60 tra scuole, associazioni e compagnie di danza, 42 location diffuse in tutta la città — dagli spazi pubblici e di comunità alle strutture di cura e agli istituti formativi. A questi si aggiungono 15.000 partecipanti, 900 tra maestri, danzatori e danzatrici, e un convegno nazionale con 30 relatori provenienti da ogni parte d’Italia.

Un risultato che supera ogni aspettativa e ripaga l’impegno della vasta rete organizzativa composta da professionisti del settore, enti pubblici e privati e persone che credono profondamente nel valore del progetto. Il dato più significativo riguarda la partecipazione, quasi raddoppiata rispetto alla prima edizione del 2023, segno di un entusiasmo cittadino sempre più forte attorno al ballo come esperienza condivisa e inclusiva.

Le evoluzioni del format

Il format si è arricchito nel tempo di nuovi focus tematici — come “L’Ora di ballo”, “Il Ballo che cura” e “Ballo nei luoghi di lavoro” — con l’obiettivo di far conoscere, in contesti diversi, gli effetti aggregativi e terapeutici del movimento. Perché il ballo non solo migliora la salute fisica, ma genera benefici emotivi, psicologici e sociali, trasformandosi in un autentico strumento di benessere.

La nostra visione

Un manifesto per Balla Torino
A cura di Luigi Ratclif*

Abbiamo immaginato Balla Torino come un progetto di larghe prospettive, visionario. Come un contributo di idee e azioni in un percorso verso relazioni nuove tra le persone per una comunità più coesa e aperta. Un’iniziativa che supera il modello del solo “evento o festival” per divenire con gradualità un programma permanente di promozione sociale e di nuove forme relazionali nelle nostre comunità. Ed è sorprendente come le parole chiave di Balla Torino diventano sempre più necessarie, fondanti, imprescindibili, forse più attuali di quattro anni fa, quando l’idea era nata. Ed è appunto questa riflessione a tutto tondo sulla “città felice” che oggi ci suggerisce percorsi nuovi, affrontati con più slancio e convinzione. Balla Torino diviene dunque piattaforma permanente dedicata alla danza sociale ma non solo. Si sviluppa aprendosi ad azioni diffuse: flash mob, dialoghi, seminari, uso dello spazio pubblico e di luoghi inconsueti, itinerari, progetti di musica, cinema, fotografia, letteratura, medicina, lavoro, benessere, cura. Lo immaginiamo come un laboratorio aperto di promozione sociale che partendo dalla pratica danzante sia capace di interagire con altre discipline, influenzare pensieri, politiche, atteggiamenti, soluzioni. Ma soprattutto sia motore di nuove forme di convivenza e di socialità, più giuste, più profonde, più appaganti. Ci piace pensare che la strada che vogliamo imboccare è quella che oggi la maggior parte delle persone non vede l’ora di riprendere. Il contatto, il dialogo, la convivialità, le relazioni, saranno il nostro timone. E la gente tornerà a ballare e a sorridersi e la città danzante, ci auguriamo, sarà ancora più felice di quella che immaginavano all’inizio di questa avventura.

*ideatore di “Balla Torino”

Torino città danzante